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venerdì 3 giugno 2011

Le F50:la passione dei ragazzi

La linea Adidas F50 rappresenta il top della gamma Adidas di scarpe da calcio personalizzabili e leggere.Commercializzata per la prima volta nel 2004, prima del Campionato Europeo, la linea era stata realizzata per succedere alla linea X-Line e come diretta concorrente della Nike Mercurial Vapor, commercializzata due anni prima. Il nome F50 (Football 50) si riferisce all’anno 1954 quando la Germania Ovest vinse la Fifa World Cup indossando le nuove scarpe da calcio Adidas dotate di tacchetti intercambiabili. Adidas ha deciso di celebrare questo anniversario realizzando una nuova scarpa esattamente 50 anni dopo, nel 2004.
La prima versione della F50 è stata progettata da Klaus Tomczak, in collaborazione con l’Adidas Innovation Team (a.i.T). Era una scarpa altamente personalizzabile e dotata di 3 diverse solette interne, di un sistema di lacci con copertura, di un look accattivante e di una tomaia realizzata con un mix di pelle di canguro e mesh rinforzato. Il design della F50 ha vinto il premio Red Dot Design come miglior prodotto della categoria Sports and Leisure. La F50 è dotata della tecnologia Adidas Fusion Frame System; Adidas afferma che tale tecnologia consenta ai giocatori di adattare le prestazioni e le caratteristiche della scarpa allo stile del giocatore ed alle condizioni di gioco. Il concept consiste nel creare una scarpa dotata di 3 diversi telai.
 Ogni telaio è realizzato con una speciale miscela di polimeri per adattarsi alla performance e alle caratteristiche del giocatore. La tomaia della F50 è realizzata in un confortevole mix di pelle e tessuto mesh altamente tecnologico in grado, secondo Adidas, di offrire maggiore stabilità senza appesantire la scarpa. Il sistema di allacciatura con copertura e la tecnologia “single pull system” permettono la migliore aderenza possibile tra la scarpe il piede.
Surdo federico e Andrea Zacheo

martedì 31 maggio 2011

Milos Krasic:la furia serba

Milos Krasic è un calciatore serbo,ala della Juventus e della nazionale Serba,è nato a kosowska Mitrovica l'1 novembre 1984...
milos inizia la sua carriera nel 2004 ingaggiato dal CSKA Mosca dopo una crescita nelle giovanili del Kosowsa Mitrovica..
Le sue caratteristiche
E' un'ala dotata di una grande facilità di corsa,di una buona abilità tecnica e di precisione nel crossare. Preferisce essere schierato sulla fascia destra dove, grazie alla sua rapidità, riesce a saltare l'avversario per poi crossare o addentrarsi nell'area di rigore avversaria e rendersi di conseguenza pericoloso
Carriera nel CSKA
Nel gennaio del 2004 si trasferisce in Russia, al CSKA Mosca, con cui vince due Campionati russi (2005 e 2006), altrettante Coppe di Russia (2005 e 2006), tre Supercoppe di Russia (2004, 2006, 2007), e il primo trofeo internazionale nella storia del club: la Coppa UEFA 2004-2005.
In 7 stagioni con la maglia del CSKA Mosca ha totalizzato 150 presenze e 26 gol in campionato, 51 presenze e 5 gol fra Champions League e Coppa Uefa, 23 presenze e 2 gol nella Coppa di Russia e 5 presenze nella Supercoppa di Russia per un totale di 229 presenze e 33 gol. Il 29 dicembre 2009 è stato anche eletto miglior calciatore serbo dell'anno.

Stagione 2010-2011
Il 21 agosto 2010 viene ufficializzato il suo trasferimento in Italia, alla Juventus, per 15 milioni di euro pagabili in tre rate da 5 milioni l'una; con la squadra bianconera firma un contratto quadriennale.Inizialmente esprime il desiderio di indossare la maglia numero 17 (che indossava al CSKA Moska), ma data l'impossibilità di avere il numero, poiché allora ancora "occupato" da David Trezeguet, decide di vestire la maglia numero 27 lasciata vacante da Michele Paolucci. Il debutto nel campionato arriva il 29 agosto seguente nella trasferta persa contro il Bari (1-0), alla 1ª giornata. È decisivo già il 12 settembre, alla 2ª giornata, nella partita pareggiata in casa contro la Sampdoria (3-3), nella quale fornisce l'assist per il gol di Claudio Marchisio; si ripete anche sette giorni dopo nella trasferta vinta contro l'Udinese (0-4), mandando in rete prima Fabio Quagliarella e poi Claudio Marchisio. Il 26 settembre, alla 5ª giornata, realizza una tripletta nella partita casalinga vinta contro il Cagliari (4-2), trovando così i primi gol in bianconero. Meno di un mese dopo, il 21 ottobre, entra in campo nel secondo tempo durante la trasferta di Europa League contro il Salisburgo (1-1) segnando, su assist di Paolo De Ceglie, il primo gol nelle coppe europee con la maglia bianconera. Tre giorni dopo, nella trasferta pareggiata contro il Bologna (0-0), dell'8ª giornata, atterra in area di rigore e l'arbitro concede ai bianconeri un rigore molto dubbio (che verrà sbagliato da Vincenzo Iaquinta). Il giudice sportivo ritiene che si tratti di simulazione e lo squalifica per due giornate per condotta antisportiva. La società torinese reputa la sanzione troppo severa e presenta ricorso, che risulta poi invano. Il 4 novembre, nella partita casalinga di Europa League pareggiata contro il Salisburgo (0-0),si procura uno stiramento al muscolo adduttore lungo della coscia sinistra, che lo costringerà a restare fuori per circa 20-25 giorni. Ritorna in campo soltanto dopo 17 giorni dall'infortunio, nella 13ª giornata, realizzando il gol del 2-0 nella vittoria in trasferta sul Genoa (0-2) del 21 novembre. Segna nuovamente il 12 dicembre 2010 contro la Lazio, ma il gol non gli viene assegnato dalla Lega Calcio, che lo considera autogol del portiere Muslera. Il 13 gennaio 2011, dopo aver disputato un eccelso inizio di stagione, segna nella partita di Coppa Italia contro il Catania, ma dopo di questa subisce un calo fisico e di conseguenza di prestazioni in campo per non aver smesso di giocare per un intero anno solare; torna però al gol a circa tre mesi di distanza, precisamente il 22 marzo 2011, nella gara interna vinta contro il Brescia (2-1), della 30ª giornata, segnando il gol del provvisorio 1-0 su assist di Alessandro Matri. Si ripete la giornata seguente, segnando lo 0-1 iniziale su assist di Fabio Grosso nella trasferta vinta contro la Roma (0-2) del 3 aprile. Conclude la sua prima stagione in bianconero con 33 presenze e  gol in campionato, 2 presenze ed un gol in Coppa Italia e 6 presenze ed un gol in Europa League per un totale di 41 presenze e 8 gol.

La nazionale Serba
Ha partecipato, nel 2004, ai Campionati Europei Under-21, con la Nazionale di calcio della Serbia e Montenegro Under-21, arrivando in finale, ma perdendo contro l'Italia. Ha fatto parte all'edizione del 2006, dove giunge fino alle semifinali della competizione. Ha partecipato anche ai Campionati europei Under-21 del 2007 con la Nazionale serba Under-21, con cui ha raggiunto la finale, persa contro l'Olanda. Ha fatto parte della spedizione serbo-montenegrina all'Olimpiade di Atene 2004. Nel corso delle qualificazioni agli Europei del 2008, ha fatto il debutto con la nazionale maggiore. Viene anche convocato per i Mondiali del 2010 in Sud Africa dove scende in campo in tutte e tre le partite, ma la sua nazionale viene eliminata al primo turno.
Dal 2011, è il nuovo capitano della squadra.



Federico Surdo e Francesca De Mitri

giovedì 26 maggio 2011

Lionel messi:la storia di un campione

Lionel Andrés Messi, noto anche con il diminutivo Leo o la pulga (in italiano "la pulce") è un calciatore argentino, attaccante del Barcellona e della Nazionale argentina.
Nel 2009 con la maglia del Barcellona ha centrato il triplete, ed è stato eletto miglior attaccante e miglior giocatore della Champions League, il 1º dicembre ha vinto il Pallone d'oro 2009 con un distacco record sul secondo classificato Cristiano Ronaldo. Conquista il FIFA World Player nel 2009, dopo essere arrivato secondo nella classifica nel 2008 e nel 2007, al termine di una trionfale stagione con il Barcellona che si conclude con la vittoria di sei trofei, tra cui la Champions League 2008-2009 ed il Mondiale per club 2009.
Il 10 gennaio 2011 vince per la seconda volta il FIFA Pallone d'oro, precedendo i compagni Iniesta e Xavi.
Alto 169 centimetri, e quindi con il baricentro del corpo più basso rispetto a corporature più longilinee, Messi ha ottime qualità nel controllo della palla e nell'accelerazione. Mancino, con l'esterno sinistro si porta avanti il pallone, cambia direzione di movimento in pochissimo tempo ed esegue dribbling, mentre con l'interno del piede fornisce per lo più assist per i suoi compagni di squadraA livello tattico, gioca in entrambe le fasce del campo cercando spesso l'azione solitaria in contropiede; è anche in grado di interpretare e sfruttare i "tagli" nella difesa avversaria, trovando quindi più facilmente la via del gol.


MA ORA PASSIAMO ALLA SUA STORIA
Soprannominato "la pulga" (la pulce), per via della sua statura, inizia a giocare a calcio all'età di 8 anni nel Grandoli, squadra allenata dal padre. Nel 1995, a otto anni, passa al Newell's Old Boys. All'età di 12 anni, gli viene diagnosticata una deficienza alla somatotropina. Il River Plate mostra interesse nei suoi confronti, ma non ha abbastanza denaro per pagargli le cure necessarie e il trasferimento dal Newell's Old Boys. È quindi il Barcellona, attraverso il suo direttore sportivo Carles Rexach, ad interessarsi al suo talento dopo averlo visto giocare e si rende disponibile per pagare le sue cure, se si fosse trasferito in Spagna. All'inizio Rexach era scettico poiché Messi aveva solo 12 anni. Dopo essere stato convinto a visionarlo, fa arrivare Messi a Barcellona per 16 giorni di prova. Siccome Rexach però in quel periodo è a Sydney, Messi non ha la possibilità di mettersi in mostra. Quando però lui e la famiglia erano pronti a tornare in Argentina, Rexach torna ed è pronto ad osservarlo. Organizzarono una partitella con ragazzi di due anni più vecchi di Messi. Rexach arrivò un po' più tardi, ma proprio nel momento in cui Messi mette a segno un gol di pallonetto. Rimasto sbalordito dalle qualità del ragazzo, decide di tenerlo. Ma per Messi i problemi non sono ancora finiti. Rexach infatti deve convincere i dirigenti del Barça. Quando ci riesce, vola in Argentina a parlare con la famiglia Messi. Il 14 dicembre 2000 firmano un "contratto" in una caffetteria di Rosario. Si trattava di un tovagliolo di carta sopra il quale il direttore sportivo aveva scritto in quel momento i termini del contratto (secondo i quali il Barcellona si impegnava anche a pagare le cure al ragazzo) e lo fa firmare a Messi per paura di perdere l'occasione dell' acquisto del piccolo ma talentuoso argentino. Rexach dichiarò che lo fece per dimostrare ai genitori e a Leo che stava facendo sul serio, visto che il contratto ufficiale non era ancora pronto. Tutta la sua famiglia si trasferisce così in Europa, e Messi inizia a giocare nelle giovanili blaugrana firmando il suo primo contratto ufficiale il 1º marzo 2001.
Nel passare degli anni conquista molti titoli tra i quali 3 champions league e 2 palloni d'oro....
In quest'anno possiamo definirlo il miglior giocatore al mondo



Surdo Federico e Andrea Zacheo

IL NUOTO

Il nuoto è considerato uno sport completo e salutare che distribuisce il movimento omogeneamente su tutto il corpo, favorisce la salute, la longevità ed il benessere fisico e psicologico.

Io ho frequentato la piscina per cinque anni: tre a Zollino e due a Maglie, però vorrei tanto averne una qui a Martano, per andare con le mie amiche e per divertirci insieme!
Esistono diversi stili di nuoto:
·        STILE LIBERO: Lo stile libero è uno dei quattro stili ufficiali del nuoto. Le uniche limitazioni sono l'impossibilità di toccare il fondo della piscina ;

·        DORSO: Il dorso è l'unico stile dove il volto dell'atleta non è rivolto verso il fondo della piscina ;

·        RANA : La rana è considerato uno stile molto faticoso e complesso, è tra i quattro stili del nuoto il più lento ;

·        DELFINO : Il delfino è considerato da molti lo stile più spettacolare, ma allo stesso tempo il più faticoso, richiede un notevole sforzo fisico e una perfetta coordinazione ;

·        VIRATA :   Il cambio di direzione che l'atleta deve eseguire una volta terminata la vasca prende il nome di Virata. Essa prevede in ogni caso, con differenti modalità a seconda dello stile nuotato, che l'atleta tocchi il muro, pena la squalifica, cosa che avviene anche se, durante le fasi della virata, l'atleta si appoggia e si sostiene al bordo della vasca .

Per tutti il NUOTO sembrerà uno sport come tutti gli altri, mentre per me è uno sport speciale dove ho trascorso i miei giorni migliori e ho conosciuto persone meravigliose!


                                                                                                                        Martina Zacheo

Unione Sportiva Lecce

Unione Sportiva Lecce
Attualmente, il Lecce milita in Serie A.
È stata fondata nel 1908 come Sporting Club Lecce, e assunse il nome attuale nel 1927, e, la squadra venne promossa in Serie A la prima volta nel 1985. Il suo miglior piazzamento in Serie A è stato il 9° posto nel 1988-1989. Disputa le partite di casa nello Stadio Via Del Mare di Lecce, inaugurato nel 1966.
Rosa 2010-2011
2 Giulio Donati
3 Alberto Giuliatto
4 Gustavo
5 Simone Sini
8 Gianni Munari
9 Daniele Corvia
11 Djamel Mesbah
13 Stefano Ferrario
14 Fabiano
15 Edward Ofere
17 David Di Michele
8 Guillermo Giacomazzi (C)
19 Ignacio Piatti
20 Giuseppe Vives
21 Carlos Grossmüller
22 Antonio Rosati
23 Javier Chevanton
25 Davide Petrachi
27 Jeda
28 Davide Brivio
32 Manuel Coppola
33 Andrea Rispoli
40 Nenad Tomović
81 Massimiliano Benassi
91 Andrea Bertolacci


Palmarès
Campionato Italiano di serie B: 1 (2009-2010)
Campionato Italiano di serie C: 2 (1945-1946, 1975-1976)
Campionato Italiano di serie C1 – Girone B: 1 (1995-1996)
Campionato Meridionale: 1 (1928-1929)
Coppa Italo-Inglese Semiprofessionisti: 1 (1976)





Stemma Del Lecce
















Squadra 2010/2011












Mario Leon Refolo

venerdì 20 maggio 2011

LA STORIA DELLA JUVENTUS

Fondazione e maglie

La Juventus è stata fondata l' 1 novembre 1897 da un gruppo di studenti del liceo classico D'Azeglio di Torino, che erano soliti riunirsi attorno a una panchina di corso Re Umberto, vicino al liceo. La prima maglia era rosa con cravatta nera. Alla divisa a strisce verticali bianche e nere, adottata nel 1903, si passò per caso. Le divise venivano acquistate in Inghilterra e l'importatore italiano ricevette per sbaglio maglie diverse da quelle richieste, ovvero delle maglie che erano state ordinate dalla squadra inglese del Notts County. Erano maglie bianconere che da allora diventarono la divisa ufficiale della Juventus.

Dal 1923 la proprietà della Juventus è passata alla famiglia Agnelli. In diverse occasioni i fratelli Giovanni e Umberto Agnelli hanno assunto la presidenza della squadra, di cui finanziavano gli acquisti di calciatori, per poi diventare presidenti onorari, titolo attribuito anche all'ex calciatore e presidente Giampiero Boniperti.

I periodi memorabili

Pur avendo vinto in ogni periodo della storia del calcio, ci sono alcuni periodi nella storia della Juventus in cui le vittorie risultano particolarmente concentrate.

Oltre alle vittorie recenti e ai cinque scudetti consecutivi vinti negli anni Trenta, occorre ricordare due momenti in particolare della storia juventina: la stagione di Sivori e quella di Boniperti.

In realtà si tratta di due facce di una stessa medaglia che ha ben stampato il volto di Giampiero Boniperti.

Da calciatore Boniperti ha battuto ogni record per presenze e numero di gol nella storia della squadra che lo ha visto protagonista in attacco dai primi anni del dopoguerra ai primi anni Sessanta. Negli ultimi anni di carriera ha tuttavia cambiato ruolo, trasformandosi in centrocampista e lasciando il ruolo di attaccante a una strana coppia amatissima dai tifosi bianconeri: il gallese John Charles e l'argentino di origini italiane Omar Sivori.

Il mastodontico Charles, tutto muscoli e potenza, roccioso in area di rigore e correttissimo verso gli avversari, si trova a fare coppia per alcune stagioni con l'agile Sivori, abilissimo nel dribbling, sfacciato e provocatore, capace di giocare con i calzettoni abbassati in gesto di sfida verso gli avversari e di reagire a cazzotti alle provocazioni altrui.

È una coppia che non vince molto, ma colpisce non poco la fantasia dei tifosi. È anche un inno all'amore per il calcio e per la Juventus, cui Sivori dedicherà la sua fattoria argentina.

Pochi anni dopo aver abbandonato il calcio professionistico, Giampiero Boniperti ritorna alla Juventus come presidente, voluto da Giovanni Agnelli per mettere ordine in una società in grande crisi di identità.

È la fine degli anni Sessanta, e una breve collaborazione con Italo Allodi porta all'acquisto di alcuni giocatori che per diversi anni formeranno l'ossatura della Juventus. Ma è soprattutto a partire dal 1976 che, per dieci stagioni, la Juventus si dimostrerà vincente in Italia e in Europa.

Nel 1976 viene assunto un giovane allenatore con un passato di buon mediano nel Milan, Giovanni Trapattoni. Trapattoni impara il mestiere di allenatore dal suo allenatore, Nereo Rocco, che incarna la tradizione calcistica italiana che trionfò negli anni Trenta ai mondiali di Francia e Italia. Il gioco delle squadre allenate da Trapattoni suscita spesso le critiche di chi vorrebbe le squadre italiane più aggressive e votate all'attacco, ma appare efficace e i risultati non mancano.
Nel 1976 la Juventus cede due giocatori quotati, Anastasi e Capello, rispettivamente a Inter e Milan, ricevendo in cambio due giocatori più vecchi, Boninsegna dall'Inter e Benetti dal Milan, e una cospicua somma di denaro. Pare un cattivo affare e invece non è così: la Juventus vince lo scudetto e la Coppa UEFA, battendo in finale l'Atletico di Bilbao (1-0 a Torino e 1-2 a Bilbao). È doppio record: nessuno aveva ottenuto 51 punti in un campionato a 16 squadre e nessuna squadra italiana aveva vinto una coppa con soli giocatori italiani.

È anche l'inizio di un decennio che si concluderà con 6 campionati vinti e un altro record: la Juventus è la prima squadra europea a vincere tutte e tre le coppe (UEFA nel 1976/77, Coppa delle Coppe nel 1983-84, Coppa dei Campioni l'anno successivo).

Finita l'epoca della presidenza di Boniperti, la proprietà ha affidato la società alla cosidetta "triade": Roberto Bettega, giocatore negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, che ha assunto la vicepresidenza della società, lasciando la presidenza senza incarichi operativi prima all'avvocato Vittorio Chiusano e, dopo la sua morte, all'avvocato Franzo Grande Stevens; Luciano Moggi in qualità di direttore generale e di responsabile degli acquisti e delle cessioni dei calciatori; e infine Antonio Giraudo, manager di fiducia di Umberto Agnelli, in qualità di amministratore delegato, responsabile della parte economico-finanziaria.

Bettega, Giraudo e Moggi hanno dovuto rilanciare una società che subiva perdite pari al 50% del fatturato e non vinceva da anni nessun trofeo importante e hanno dovuto operare nel contesto di una proprietà non più intenzionata e spesso impossibilitata, dovendo pensare alle gravissime difficoltà economiche del gruppo FIAT, a coprire i deficit di bilancio.

In poco più di un anno, ceduti alcuni giocatori di fama, che però pesavano molto con i loro stipendi sui costi della società, e puntato su calciatori fortemente motivati a vincere, sono arrivati i risultati sportivi ed economici. Il bilancio ha raggiunto il pareggio e la Juventus ha rivinto il campionato dopo un decennio senza vittorie e iniziando un ciclo che dal 1994 al 2003, con Marcello Lippi in panchina, le ha consentito di vincere 5 scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale e 1 Supercoppa Europea. Finita l'era Lippi, il lavoro della triade continua con l'arrivo di Fabio Capello che, al primo anno da tecnico della Juve, vince subito gli scudetti n° 28 e 29 mantenendo la testa della classifica per due campionati consecutivi. Poi è arrivata Calciopoli, Guido Rossi e tutto ciò che tratteremo in un apposito capitolo.

La Juventus e la Nazionale

La supremazia calcistica della Juventus nel decennio di Trapattoni si misura anche nella partecipazione dei calciatori bianconeri alle due emozionanti avvenuture della Nazionale in Argentina (1978) e Spagna (1982).

Sono almeno sei o sette in ogni gara i giocatori della Juventus: Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli, Causio, Bettega e Rossi sono protagonisti di una o di entrambe le competizioni.
Nel 1982 Paolo Rossi vince la classifica dei marcatori del Mondiale, oltre che il titolo di campione del Mondo. E lo stesso fa nel 1990 Totò Schillaci. Roberto Baggio è il miglior giocatore della nazionale durante i Mondiali statunitensi.

Drammi

Non sono mancati nella storia bianconera i momenti drammatici. Il 29 maggio 1985 gli incidenti scoppiati a opera dei teppisti inglesi al seguito del Liverpool nella finale di Coppa Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles provocano 39 morti, 32 dei quali italiani.
La serata si conclude con la vittoria della competizione, oscurata dalla tragedia e, negli anni successivi, dalle polemiche sull'opportunità di giocare la partita.

Nel 1989 muore in un incidente stradale in Polonia, Gaetano Scirea, per anni libero e capitano della squadra, diventato poi osservatore della società.

Nel 1995 le conseguenze di una grave forma di leucemia uccidono Andrea Fortunato, terzino sinistro della squadra.

Vittorie e sconfitte emozionanti

Meno drammatica, ma sicuramente dolorosa per i tifosi è invece la storia della Juventus nella Coppa Campioni, ora UEFA Champions League.

I numerosi scudetti hanno garantito ai bianconeri molte partecipazioni, spesso finite in modo infelice.

Per sette volte la Juventus ha raggiunto la finale della più importante competizione europea, vincendo in due occasioni, a Bruxelles contro il Liverpool (1-0 rigore di Platini) nella drammatica serata dell'Heysel e a Roma, contro l'Ajax ai calci di rigore.
Altre cinque volte le cose sono andate male.

Nel 1973 a Belgrado contro l'Ajax, sconfitta per 1-0; nel 1983 ad Atene contro l'Amburgo, ancora 1-0; poi nel 1998 a Monaco di Baviera, contro il Borussia Dortmund, sconfitta per 3-1 e l'anno successivo contro il Real Madrid, con il classico 1-0. Infine nel 2003 a Manchester contro il Milan è arrivata la quinta sconfitta ai calci di rigore.

A queste sconfitte si devono aggiungere:

* una sconfitta in coppa delle Fiere con il Leeds con doppio pareggio in finale(2-2 /1-1);
* una sconfitta in coppa UEFA con il Parma (1-0/1-1)

Per quattro volte, nel 1967, 1973, 1982 e nel 2002 (il 5 maggio è per molti tifosi Juventini giorno di festa), la Juventus ha poi vinto il campionato all'ultima giornata, mentre nel 2000 in testa all'ultima giornata di campionato è stata superata dalla Lazio.

La Juventus e il pallone d'oro

Per otto volte giocatori della Juventus hanno vinto il pallone d'oro, prestigioso riconoscimento del periodico francese France Footbal. È un record: nessuna squadra europea ha fatto meglio. I vincitori sono stati: Omar Sivori (1961), Paolo Rossi (1982), Michel Platini (1983, 1984, 1985), Roberto Baggio (1993), Zinedine Zidane (1998) e Pavel Nedved (2003).

Soprannome

La squadra della Juventus ha come soprannome "Vecchia Signora", ma altro curioso soprannome, riservato soprattutto a giocatori e tifosi è "gobbi", nel dialetto piemontese "goeba". Il termine viene fatto risalire ad un curioso episodio: negli anni Cinquanta per una stagione durante le corse dei giocatori le maglie bianconere trattenevano l'aria, gonfiandosi e creando una sorta di gobba. Il soprannome, probabilmente creato dai rivali cittadini tifosi del Toro, ha le sue radici nel dialetto piemontese: infatti in tale dialetto il termine "goeba" è un modo usato per indicare sia la deformità fisica sia una persona dotata di tale deformità.

Curiosità

Nei 76 campionati di Serie A finora disputati, si è classificata 29 volte prima, 17 volte seconda e 8 volte terza; in sole 10 occasioni si è piazzata oltre il 5° posto, ottenendo il suo peggior piazzamento nella stagione 1961/1962 con il 12° posto finale.
Come l'Inter (che si classificò ultima nel suo girone nel campionato 1921/1922), la Juventus terminò all'ultimo posto nel girone piemontese nella stagione 1912-13, ma non fu retrocessa in serie B semplicemente perché all'epoca quella categoria non esisteva ancora. In quegli anni remoti le vincenti di ciascun girone regionale si affrontavano poi in una fase finale simile ai play-off, e la vincente si aggiudicava lo scudetto. Il girone unico nazionale (la Serie A) venne inventato nella stagione 1929-30 dopo l'avvento del fascismo.
È stata la prima squadra europea ad avere vinto tutte e tre le grandi competizioni continentali (Coppa Uefa, Coppa delle Coppe, Coppa dei Campioni, ora Champions League).
Dagli anni Venti in poi è sempre stata legata al destino della famiglia Agnelli, che oggi possiede circa 2/3 del capitale della società quotata in borsa. Nel campionato 2005/2006 ha battuto il proprio record (nonchè assoluto) di vittorie consecutive dalla prima giornata di campionato arrivando consecutivamente a 9 vittorie.
Trofei vinti:
Campionato Italiano: 29
Coppa Italia: 9
Supercoppa Italiana: 4
Campionato Italiano di Serie B: 1
Coppa Intercontinentale: 2
Champions League: 2
Coppa delle Coppe: 1
Coppa UEFA: 3
Coppa Intertoto: 1

 Formazione 2010/2011


Inno Della Juventus

Refolo Mario Leon

mercoledì 18 maggio 2011

NAZIONALE ITALIANA

Da Modificare.

Mario Leon refolo

Il Calcio Balilla

   Il calcio balilla   è un gioco che simula una partita di calcio, in cui i giocatori manovrano, in un tavolo da gioco apposito con sponde laterali, tramite barre (o stecche), le sagome di piccoli giocatori (detti omini o ometti), cercando di colpire con essi una pallina per spingerla nella porta avversaria. Tale pallina è solitamente realizzata in materiale plastico bianco, piena, con diametro dai 32 mm a 34 mmIl calcio balilla, è un gioco inventato dallo spagnolo Alejandro Finisterre, che sembra abbia avuto l’idea mentre si trovava ricoverato in un ospedale a Madrid per le ferite riportate in un bombardamento durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939). Finisterre era rimasto molto colpito dai numerosi bambini ricoverati che, a causa delle ferite di guerra, non potevano più giocare a calcio e per questo, ispirandosi al tennis da tavolo, aveva realizzato con l’aiuto di un amico carpentiere, Francisco Javier Altuna, una versione del calcio che poteva essere giocata all’interno e in condizioni fisiche non ottimali. I primi tavoli da gioco erano realizzati con piani da gioco con sponde alte, stecche di legno e, al posto degli attuali omini, dei pezzi grezzi di legno: modelli certo molto diversi rispetto a quelli iper-tecnologici realizzati oggi, ma con lo stesso obiettivo. In Italia, la diffusione vera e propria del calcio da tavolo è iniziata al termine della Seconda guerra mondiale, quando dei rudimentali biliardini sono stati utilizzati, con buoni risultati, per la riabilitazione dei reduci di guerra. Da questo uso, probabilmente, è derivato il nome di calcio-balilla. La produzione industriale è invece iniziata in Francia nel 1947 quando il marsigliese Marcel Zosso ha creato i primi biliardini in serie simili a quelli che conosciamo oggi. Il successo è stato immediato, soprattutto nel sud del Paese, tanto che Zosso ha iniziato a esportare all’estero la propria attività. Nel 1949 Zosso è arrivato in Italia dove, curiosamente, ha trovato dei fornitori tra i produttori di casse da morto. La famiglia Garlando è stata tra le prime a produrre calcetti: nel 1950 è stato realizzato il primo di una lunghissima serie, visto che oggi Garlando è diventato leader mondiale del settore. Negli anni ’50 il calcetto si è diffuso anche negli Stati Uniti d'America, anche se per il boom vero e proprio si è dovuto attendere qualche anno, quando i soldati americani che avevano combattuto in guerra in Europa sono ritornati a casa e l’hanno fatto conoscere a parenti e amici. Oggi il biliardino è diffuso in tutto il mondo ed è considerato un vero e proprio sport, con tanto di federazioni, associazioni e campionati. Dagli anni ’50 la disciplina ha iniziato ad assumere le caratteristiche di sport, grazie all’organizzazione di tornei. A Parigi si è svolta la prima Coppa del Mondo nel 1998, giocato su tavoli Bonzini.

Esistono diversi tipi di tavoli da calcetto e stili particolari legati ai paesi di provenienza. Esistono gli stili francese, americano, italiano, belga e cinese. Le marche più famose dei tavoli sono Garlando, Bonzini, Tornado, Roberto-Sport, Eurosoccer, Kicker, Löwen-Soccer, Warrior, Lehmacher, Leonheart. Normalmente, la lunghezza di un tavolo da calcio balilla oscilla tra i 110 e i 120 centimetri, mentre la larghezza va dai 65 ai 72 centimetri, con rampe agli angoli e qualche volta ai lati per evitare i “punti morti”, in cui la pallina rischierebbe di fermarsi. Tradizionalmente ci sono otto file di omini da calcetto, quattro per ognuna delle due squadre, distinte dai colori rosso e blu. Ogni formazione ha 3 attaccanti, 5 centrocampisti, 2 difensori e un portiere. La velocità della pallina può arrivare a 64 chilometri all’ora durante una competizione. È un gioco simbolo delle sale da giochi, in particolar modo degli oratori. I tavoli ufficiali dell'ITSF sono cinque: Bonzini, Garlando, Roberto Sport, Tecball e Tornado.Il giusbalino (o jusbalino) è la variante del calcio balilla realizzata per due giocatori; nel tavolo sono presenti solo quattro stecche, con portieri e coppie di difensori

Federico Surdo e Andrea Zacheo

sabato 7 maggio 2011

Giulia Quintavalle conquista il Judo mondiale

Giulia Quintavalle nasce a Livorno il 6 marzo 1983. Inizia a praticare judo all'età di 5 anni nella palestra di Rosignano Solvay con il maestro Renato Cantini. Dopo qualche anno segue il suo allenatore e si trasferisce nella palestra del Kodokan Cecina che frequenterà fino ad il suo esordio da professionista. Contemporaneamente al judo pratica a Rosignano, cittadina in cui vive in quegli anni, ginnastica artistica, basket e nuoto, ma il judo resta la sua vera ed unica grande passione. A 16 anni il centro olimpico di Roma la invita a ritiri, raduni e stage che diverranno un appuntamento fisso per Giulia anche per gli anni avvenire.
Nel 2000 ottiene i primi risultati importanti a Cipro, arrivando 5° ai Campionati Europei e 3° ai Campionati Italiani Senior di Foligno. Il 5 novembre 2002 viene arruolata nel gruppo sportivo della Guardia di Finanza.
Negli anni successivi sale sempre sul podio: 2° nel Torneo Internazionale in Portogallo, 3° nel Torneo Internazionale di Francia; si aggiudica il titolo negli Assoluti Italiani prima a Genova nel 2005 e poi a Pesaro nel 2006. Con questi risultati i suoi allenamenti si fanno più intensi, oltre al maestro Felice Mariani la seguiranno nel suo cammino di atleta: Jennifer Gall, Giorgio Vismara, Girolamo Giovinazzo, Massimo Sulli e Michele Monti.

La grinta, che caratterizza Giulia, la porta sul podio nel 2005 ai Giochi del Mediterraneo di Almeria (Spagna) come 3° classificata e lo stesso anno si classifica 5° agli Europei di Rotterdam.
Il 2006 la vede ancora sul podio ai Mondiali Militari tenutisi in Croazia con la 3° postazione, questa è l' ultima gara a cui prende parte con la categoria 63kg; difatti dal 2007 Giulia inizia ad allenarsi per la categoria 57kg, passaggio non facile che le costerà sacrifici e lunghe diete. In quest'anno e con il "nuovo peso" si classifica 2° al Torneo Internazionale di Mosca e 5° ai Mondiali di Rio de Janeiro in Brasile, risultato importantissimo perché le permette di qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino del 2008.
Prima di questo grande ed ambito appuntamento si classifica 2° al Torneo Internazionale Città di Roma e 5° agli Europei di Lisbona. Il sogno si realizza l'11 agosto 2008 con l'oro olimpico di Pechino, primo oro italiano ottenuto nella storia del judo femminile, raggiunto con l'aiuto del suo attuale allenatore Felice Mariani e con la grinta, la determinazione e la bravura che la contraddistingue.


Surdo Federico