venerdì 17 giugno 2011
Antonaci News: AMORE vs AMICIZIA…QUALE TRA I DUE???
Antonaci News: AMORE vs AMICIZIA…QUALE TRA I DUE???: "Amore e Amicizia sono due cose vecchie come il mondo,e nella vita degli uomini non possono assolutamente mancare…. Se cerchiamo sul dizi..."
giovedì 16 giugno 2011
AMORE vs AMICIZIA…QUALE TRA I DUE???
Amore e Amicizia sono due cose vecchie come il mondo,e nella vita degli uomini non possono assolutamente mancare….
Se cerchiamo sul dizionario di tutti, quello comune le parole AMORE e AMICIZIA troviamo per amore: sentimento vivissimo per cui l’ animo è mosso verso ciò che gli piace e ne fa l’oggetto dei suoi desideri… per amicizia invece:sentimento di affezione e di stima reciproca e disinteressata,questo è quello che troviamo,come già ho detto prima,sul dizionario’’comune’’.
Invece se cerchiamo i significati di quelle parole,sul NOSTRO DIZIONARIO,di cui ognuno è autore del proprio e si trova solo nel cuore e nella mente;troveremo per amore il nome della persona da noi amata e per amicizia i nomi dei nostri migliori amici.

Se dovessi scegliere non saprei quale dire,perché l’ amore ci consola in delusioni in amicizia l’ amicizia invece ci consola in delusioni in amore…Ovviamente questa è solo una mia opinione,come questo articolo sono solo mie opinioni e ognuno la pensa come vuole…
Come già ho detto prima per me ,ma anche come molti altri,AMORE e AMICIZIA sono due cose importantissime.
Insomma amicizia e amore sono uguali ma diversi sono i due pilastri della vita dell’uomo.
ELISA RUSSO
giovedì 9 giugno 2011
UN ARTICOLO SUL NOSTRO PON NON SAREBBE MALE, NO?!!!!
UN ARTICOLO SUL NOSTRO PON NON SAREBBE MALE, NO?!!!!
Uffa! Il Pon è già finito….. Ci siamo divertiti, impegnati e volte abbiamo anche fatto arrabbiare i professori… ma in fondo se non gli facciamo arrabbiare noi chi li deve far arrabbiare? Per un po’ di tempo, nove ore a settimana ci siamo trasformati in giornalisti; è stato molto bello.. abbiamo avuto la possibilità di imparare giocando e di socializzare con i nostri compagni e anche di conoscere persone nuove e in gamba. Sicuramente ad ognuno di noi questo Pon ha lasciato un segno, un segno che non dimenticheremo mai e che ci ha fatto imparare tanto… Adesso noi piccoli grandi giornalisti ci dobbiamo impegnare per portare avanti il nostro blog, perché senza di noi è impossibile farlo crescere. Anche se non avremo poi tanti lettori, in fondo siamo noi che ci dobbiamo divertire a leggere le notizie e a postare commenti sotto ogni articolo. Possiamo considerarlo una specie di facebook piccolo e tutto nostro!! Non è bello?! Certo i nostri simpatici e bravi professori ci mancheranno un po’,però noi ce li teniamo stretti stretti nel nostro cuore e coltiveremo ogni giorno i loro insegnamenti nel nostro campo che ancora deve crescere.
Voi che ne pensate di quets’esperienza??? Se vi va postate un commento…
Beatrice Felline venerdì 3 giugno 2011
Le F50:la passione dei ragazzi
La linea Adidas F50 rappresenta il top della gamma Adidas di scarpe da calcio personalizzabili e leggere.Commercializzata per la prima volta nel 2004, prima del Campionato Europeo, la linea era stata realizzata per succedere alla linea X-Line e come diretta concorrente della Nike Mercurial Vapor, commercializzata due anni prima. Il nome F50 (Football 50) si riferisce all’anno 1954 quando la Germania Ovest vinse la Fifa World Cup indossando le nuove scarpe da calcio Adidas dotate di tacchetti intercambiabili. Adidas ha deciso di celebrare questo anniversario realizzando una nuova scarpa esattamente 50 anni dopo, nel 2004.
Ogni telaio è realizzato con una speciale miscela di polimeri per adattarsi alla performance e alle caratteristiche del giocatore. La tomaia della F50 è realizzata in un confortevole mix di pelle e tessuto mesh altamente tecnologico in grado, secondo Adidas, di offrire maggiore stabilità senza appesantire la scarpa. Il sistema di allacciatura con copertura e la tecnologia “single pull system” permettono la migliore aderenza possibile tra la scarpe il piede.
La prima versione della F50 è stata progettata da Klaus Tomczak, in collaborazione con l’Adidas Innovation Team (a.i.T). Era una scarpa altamente personalizzabile e dotata di 3 diverse solette interne, di un sistema di lacci con copertura, di un look accattivante e di una tomaia realizzata con un mix di pelle di canguro e mesh rinforzato. Il design della F50 ha vinto il premio Red Dot Design come miglior prodotto della categoria Sports and Leisure. La F50 è dotata della tecnologia Adidas Fusion Frame System; Adidas afferma che tale tecnologia consenta ai giocatori di adattare le prestazioni e le caratteristiche della scarpa allo stile del giocatore ed alle condizioni di gioco. Il concept consiste nel creare una scarpa dotata di 3 diversi telai.
Ogni telaio è realizzato con una speciale miscela di polimeri per adattarsi alla performance e alle caratteristiche del giocatore. La tomaia della F50 è realizzata in un confortevole mix di pelle e tessuto mesh altamente tecnologico in grado, secondo Adidas, di offrire maggiore stabilità senza appesantire la scarpa. Il sistema di allacciatura con copertura e la tecnologia “single pull system” permettono la migliore aderenza possibile tra la scarpe il piede.Surdo federico e Andrea Zacheo
martedì 31 maggio 2011
Milos Krasic:la furia serba
Milos Krasic è un calciatore serbo,ala della Juventus e della nazionale Serba,è nato a kosowska Mitrovica l'1 novembre 1984...milos inizia la sua carriera nel 2004 ingaggiato dal CSKA Mosca dopo una crescita nelle giovanili del Kosowsa Mitrovica..
Le sue caratteristiche
E' un'ala dotata di una grande facilità di corsa,di una buona abilità tecnica e di precisione nel crossare. Preferisce essere schierato sulla fascia destra dove, grazie alla sua rapidità, riesce a saltare l'avversario per poi crossare o addentrarsi nell'area di rigore avversaria e rendersi di conseguenza pericoloso
Carriera nel CSKA
Nel gennaio del 2004 si trasferisce in Russia, al CSKA Mosca, con cui vince due Campionati russi (2005 e 2006), altrettante Coppe di Russia (2005 e 2006), tre Supercoppe di Russia (2004, 2006, 2007), e il primo trofeo internazionale nella storia del club: la Coppa UEFA 2004-2005.In 7 stagioni con la maglia del CSKA Mosca ha totalizzato 150 presenze e 26 gol in campionato, 51 presenze e 5 gol fra Champions League e Coppa Uefa, 23 presenze e 2 gol nella Coppa di Russia e 5 presenze nella Supercoppa di Russia per un totale di 229 presenze e 33 gol. Il 29 dicembre 2009 è stato anche eletto miglior calciatore serbo dell'anno.
Stagione 2010-2011
Il 21 agosto 2010 viene ufficializzato il suo trasferimento in Italia, alla Juventus, per 15 milioni di euro pagabili in tre rate da 5 milioni l'una; con la squadra bianconera firma un contratto quadriennale.Inizialmente esprime il desiderio di indossare la maglia numero 17 (che indossava al CSKA Moska), ma data l'impossibilità di avere il numero, poiché allora ancora "occupato" da David Trezeguet, decide di vestire la maglia numero 27 lasciata vacante da Michele Paolucci. Il debutto nel campionato arriva il 29 agosto seguente nella trasferta persa contro il Bari (1-0), alla 1ª giornata. È decisivo già il 12 settembre, alla 2ª giornata, nella partita pareggiata in casa contro la Sampdoria (3-3), nella quale fornisce l'assist per il gol di Claudio Marchisio; si ripete anche sette giorni dopo nella trasferta vinta contro l'Udinese (0-4), mandando in rete prima Fabio Quagliarella e poi Claudio Marchisio. Il 26 settembre, alla 5ª giornata, realizza una tripletta nella partita casalinga vinta contro il Cagliari (4-2), trovando così i primi gol in bianconero. Meno di un mese dopo, il 21 ottobre, entra in campo nel secondo tempo durante la trasferta di Europa League contro il Salisburgo (1-1) segnando, su assist di Paolo De Ceglie, il primo gol nelle coppe europee con la maglia bianconera. Tre giorni dopo, nella trasferta pareggiata contro il Bologna (0-0), dell'8ª giornata, atterra in area di rigore e l'arbitro concede ai bianconeri un rigore molto dubbio (che verrà sbagliato da Vincenzo Iaquinta). Il giudice sportivo ritiene che si tratti di simulazione e lo squalifica per due giornate per condotta antisportiva. La società torinese reputa la sanzione troppo severa e presenta ricorso, che risulta poi invano. Il 4 novembre, nella partita casalinga di Europa League pareggiata contro il Salisburgo (0-0),si procura uno stiramento al muscolo adduttore lungo della coscia sinistra, che lo costringerà a restare fuori per circa 20-25 giorni. Ritorna in campo soltanto dopo 17 giorni dall'infortunio, nella 13ª giornata, realizzando il gol del 2-0 nella vittoria in trasferta sul Genoa (0-2) del 21 novembre. Segna nuovamente il 12 dicembre 2010 contro la Lazio, ma il gol non gli viene assegnato dalla Lega Calcio, che lo considera autogol del portiere Muslera. Il 13 gennaio 2011, dopo aver disputato un eccelso inizio di stagione, segna nella partita di Coppa Italia contro il Catania, ma dopo di questa subisce un calo fisico e di conseguenza di prestazioni in campo per non aver smesso di giocare per un intero anno solare; torna però al gol a circa tre mesi di distanza, precisamente il 22 marzo 2011, nella gara interna vinta contro il Brescia (2-1), della 30ª giornata, segnando il gol del provvisorio 1-0 su assist di Alessandro Matri. Si ripete la giornata seguente, segnando lo 0-1 iniziale su assist di Fabio Grosso nella trasferta vinta contro la Roma (0-2) del 3 aprile. Conclude la sua prima stagione in bianconero con 33 presenze e gol in campionato, 2 presenze ed un gol in Coppa Italia e 6 presenze ed un gol in Europa League per un totale di 41 presenze e 8 gol.
La nazionale Serba
Ha partecipato, nel 2004, ai Campionati Europei Under-21, con la Nazionale di calcio della Serbia e Montenegro Under-21, arrivando in finale, ma perdendo contro l'Italia. Ha fatto parte all'edizione del 2006, dove giunge fino alle semifinali della competizione. Ha partecipato anche ai Campionati europei Under-21 del 2007 con la Nazionale serba Under-21, con cui ha raggiunto la finale, persa contro l'Olanda. Ha fatto parte della spedizione serbo-montenegrina all'Olimpiade di Atene 2004. Nel corso delle qualificazioni agli Europei del 2008, ha fatto il debutto con la nazionale maggiore. Viene anche convocato per i Mondiali del 2010 in Sud Africa dove scende in campo in tutte e tre le partite, ma la sua nazionale viene eliminata al primo turno.
Dal 2011, è il nuovo capitano della squadra.
Federico Surdo e Francesca De Mitri
La scuola, per i ragazzi è un’importante occasione di socializzazione e di confronto. Attraverso la scuola è possibile sperimentarsi, sia relativamente alla capacità di apprendimento, sia per la messa in punto di efficaci regolatori dell’autostima dopo successi o delusioni, sia per imparare a gestire i conflitti che sempre insorgono in un gruppo.
Andare a scuola rappresenta un grande impegno per un ragazzo in quanto il tempo libero di ogni ragazzo viene occupato dalla studio.
La non voglia di studio può rappresentare per un ragazzo un segnale di disagio relazionale, una fobia sociale, una maggiore richiesta di attenzioni, una difficoltà di apprendimento di una determinata materia che si generalizza a tutto il contesto scolastico.
Una cosa importante per la buona crescita di ognuno di noi è la scelta del corso di studi da fare dopo le scuole medie. Questa è anche una decisione difficile perché in realtà non si è entrati nel mondo adulto e ci si chiede di compiere una scelta capace di influire sul proprio destino, sulla professione che si vorrà svolgere e sulla durata, breve, media o lunga del percorso di studi.
Ovviamente, i ragazzi appartenenti ai ceti sociali più bassi preferiscono scegliere percorsi più brevi che portino a entrare velocemente nel mondo del lavoro anche per aiutare la famiglia dal punto di vista economico.
Le ragazze o i ragazzi più studiosi, spesso appartenenti a famiglie con il reddito alto, scelgono dei percorsi di studi più lunghi per avere delle buone soddisfazioni in campo dello studio e per avere più possibilità di lavoro, una volta diventati grandi.
Se poi i giovani vivono in una famiglia che ha delle attività già avviate loro preferiscono abbandonare gli studi ed entrare nel mondo del lavoro e diventare economicamente indipendenti.
Beatrice Felline
LA SCUOLA E I GIOVANI
Iscriviti a:
Post (Atom)







